Uno Bianca. Memorie da una città ferita
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- Data
19/11/2025 - 30/11/2025 - Orario
10:00 - 18:30 - Luogo
Palazzo d'Accursio - Sala D'Ercole - Prezzo
Gratuito - Vai al sito web
Entra nel vivo la programmazione di "Uno Bianca per chi l'ha vista. Una storia per chi non c'era", che andrà avanti fino a gennaio 2026 con mostre, spettacoli di teatro pubblico, incontri e proiezioni in luoghi diversi di Bologna, organizzati dall'Associazione Vittime della Uno Bianca con la direzione artistica di Maurizio Matrone.
Il 16 novembre al Teatro Centofiori (Via Gorki, 16) alle ore 21 lo spettacolo "Storia nera della Uno Bianca", scritto da Adelmo Monachese e narrato dal criminologo Antonio Diurno, apre la sezione teatrale Uno spazio di teatro pubblico che – sempre nella sala nel Quartiere Navile – vedrà altri 2 appuntamenti (il 23 e 30 novembre), tutti a ingresso libero.
Il 19 novembre alle ore 17 nella Sala D'Ercole di Palazzo d'Accursio (Piazza Maggiore) inaugura la mostra "Uno Bianca. Memorie da una città ferita", con interventi di Alberto Capolungo, Presidente dell'Associazione Vittime della Uno Bianca, e di Maurizio Matrone, ideatore del progetto.
16 novembre. Storia nera della Uno Bianca.
Storia nera della Uno Bianca è un progetto di giornalismo divulgativo civile e di denuncia, che unisce indagine e riflessione psicologica. La scrittura teatrale di Adelmo Monachese, liberamente tratta dal libro Cattive divise del criminologo Antonio Diurno, ricostruisce con rigore documentario le tappe principali del caso della Uno Bianca, offrendo al pubblico uno sguardo spietato ma necessario su una delle pagine più buie della cronaca italiana, una scia di violenza brutale perpetrata tra il 1987 e il 1994 a opera di Uomini dello Stato. È lo stesso Diurno a condurre la narrazione – con documenti e immagini – su uno dei casi criminali che ha sconvolto la storia giudiziaria e sociale italiana.
Lo spettacolo, a ingresso gratuito, sarà in scena domenica 16 novembre alle ore 21 al Teatro Centofiori (Via Gorki 16, Bologna).
19 novembre. Uno Bianca. Memorie da una città ferita.
Inaugura il 19 novembre alle ore 17 e resta visitabile fino alla fine del mese (da martedì a domenica dalle ore 10 alle 18.30, il venerdì dalle 15), la mostra Uno Bianca. Memorie da una città ferita nella Sala D'Ercole di Palazzo d'Accursio (Piazza Maggiore, Bologna): una mappa organica di “fatti” raccontati dalla società civile quale viva testimonianza dell’epoca. Articoli, fotografie, giornali e interviste, costruiscono un percorso che si dipana attraverso gli eventi criminosi della Banda della Uno Bianca, contestualizzati nel periodo storico in cui sono avvenuti: 23 morti, 114 feriti e 102 azioni criminali tra Bologna, la Romagna e Pesaro nei sette anni e mezzo trascorsi dal 1987 al 1994, che hanno visto in opera la banda composta principalmente da poliziotti.
L’allestimento è proposto da Irene Caperna, Chiara Curtale, Deng Hezhenhong, Giulia Morselli, Melania Nicastro, Annalisa Onorati, Giordana Scialpi, Liu Wen, Hu Xinyi del corso di scenografia e allestimenti degli spazi espositivi dell’Accademia di Belle Arti di Bologna con il contributo di Mauro Luccarini e Valeria Lorenzani, le video-interviste sono raccolte da Paolo Pontivi del Master in Giornalismo dell'Università di Bologna, mentre la sonorizzazione di Paola Samoggia "crea un ambiente che ricorda il passato di quegli anni con tutte le distorsioni della comunicazione del percorso dei protagonisti", come ci racconta la compositrice: i suoni distorti delle radio della polizia interrotti dagli sportelli della Uno si confondono nei rumori degli uffici, tra stampanti ad aghi, telefoni tradizionali e trasmissioni via modem, fino al “lamento” delle ambulanze che si fonde con la voce di archi lontani.
“Quest’anno l’associazione vittime della Uno Bianca compie trent’anni” - dichiara il presidente, Alberto Capolungo. “A che scopo portarne avanti le attività? Nessun dubbio: la vicenda della Uno bianca presenta aspetti talmente terribili, inquietanti e oscuri che vale la pena combattere ancora e ricordare. Le mostre e gli altri appuntamenti che stiamo organizzando a Bologna servono proprio a rammentare quanto quella catena di delitti abbia segnato non solo chi è stato colpito come noi, ma tutta l’area metropolitana bolognese, terrorizzandola. Ma soprattutto vogliamo che i giovani, che inevitabilmente poco o nulla ne sanno, possano esserne correttamente informati e colpiti".
Al Presidente dell'Associazione Vittime Uno Bianca si unisce Maurizio Matrone, ideatore e coordinatore del progetto Uno Bianca per chi l'ha vista. Una Storia per chi non c'era: "Il progetto è una chiamata alla memoria dal punto vista della società civile. É un’indagine storica sulla reazione, sullo sgomento, sull’emozione, sullo sdegno e sull’impegno dei cittadini davanti ai tragici episodi criminali accaduti tra il 1987 e il 1994 (sette anni e mezzo di terrore) e ai loro responsabili quasi tutti uomini delle forze di polizia. È un invito per chi ha vissuto quel periodo, e per chi non c’era, a non dimenticare affinché fatti del genere non accadano mai più”.
Parallelamente alla mostra a Palazzo d'Accursio, nella Biblioteca dell'Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna (viale Aldo Moro 46, Bologna) è installata la mostra Uno Bianca.
Identikit: i volti della paura, con 9 tavole 35x50 degli identikit originali dei banditi della Uno Bianca disegnati da Giovanni Battista Rossi. Fino al 4 dicembre, la mostra è visitabile da lunedì a venerdì dalle ore 9 alle 13; martedì con orario continuato fino alle 17.
Il programma integrale del progetto Uno Bianca è disponibile sul sito www.unobianca.it
Tutti gli eventi sono a ingresso libero.
Entra nel vivo la programmazione di "Uno Bianca per chi l'ha vista. Una storia per chi non c'era", che andrà avanti fino a gennaio 2026 con mostre, spettacoli di teatro pubblico, incontri e proiezioni in luoghi diversi di Bologna, organizzati dall'Associazione Vittime della Uno Bianca con la direzione artistica di Maurizio Matrone.
Il 16 novembre al Teatro Centofiori (Via Gorki, 16) alle ore 21 lo spettacolo "Storia nera della Uno Bianca", scritto da Adelmo Monachese e narrato dal criminologo Antonio Diurno, apre la sezione teatrale Uno spazio di teatro pubblico che – sempre nella sala nel Quartiere Navile – vedrà altri 2 appuntamenti (il 23 e 30 novembre), tutti a ingresso libero.
Il 19 novembre alle ore 17 nella Sala D'Ercole di Palazzo d'Accursio (Piazza Maggiore) inaugura la mostra "Uno Bianca. Memorie da una città ferita", con interventi di Alberto Capolungo, Presidente dell'Associazione Vittime della Uno Bianca, e di Maurizio Matrone, ideatore del progetto.
16 novembre. Storia nera della Uno Bianca.
Storia nera della Uno Bianca è un progetto di giornalismo divulgativo civile e di denuncia, che unisce indagine e riflessione psicologica. La scrittura teatrale di Adelmo Monachese, liberamente tratta dal libro Cattive divise del criminologo Antonio Diurno, ricostruisce con rigore documentario le tappe principali del caso della Uno Bianca, offrendo al pubblico uno sguardo spietato ma necessario su una delle pagine più buie della cronaca italiana, una scia di violenza brutale perpetrata tra il 1987 e il 1994 a opera di Uomini dello Stato. È lo stesso Diurno a condurre la narrazione – con documenti e immagini – su uno dei casi criminali che ha sconvolto la storia giudiziaria e sociale italiana.
Lo spettacolo, a ingresso gratuito, sarà in scena domenica 16 novembre alle ore 21 al Teatro Centofiori (Via Gorki 16, Bologna).
19 novembre. Uno Bianca. Memorie da una città ferita.
Inaugura il 19 novembre alle ore 17 e resta visitabile fino alla fine del mese (da martedì a domenica dalle ore 10 alle 18.30, il venerdì dalle 15), la mostra Uno Bianca. Memorie da una città ferita nella Sala D'Ercole di Palazzo d'Accursio (Piazza Maggiore, Bologna): una mappa organica di “fatti” raccontati dalla società civile quale viva testimonianza dell’epoca. Articoli, fotografie, giornali e interviste, costruiscono un percorso che si dipana attraverso gli eventi criminosi della Banda della Uno Bianca, contestualizzati nel periodo storico in cui sono avvenuti: 23 morti, 114 feriti e 102 azioni criminali tra Bologna, la Romagna e Pesaro nei sette anni e mezzo trascorsi dal 1987 al 1994, che hanno visto in opera la banda composta principalmente da poliziotti.
L’allestimento è proposto da Irene Caperna, Chiara Curtale, Deng Hezhenhong, Giulia Morselli, Melania Nicastro, Annalisa Onorati, Giordana Scialpi, Liu Wen, Hu Xinyi del corso di scenografia e allestimenti degli spazi espositivi dell’Accademia di Belle Arti di Bologna con il contributo di Mauro Luccarini e Valeria Lorenzani, le video-interviste sono raccolte da Paolo Pontivi del Master in Giornalismo dell'Università di Bologna, mentre la sonorizzazione di Paola Samoggia "crea un ambiente che ricorda il passato di quegli anni con tutte le distorsioni della comunicazione del percorso dei protagonisti", come ci racconta la compositrice: i suoni distorti delle radio della polizia interrotti dagli sportelli della Uno si confondono nei rumori degli uffici, tra stampanti ad aghi, telefoni tradizionali e trasmissioni via modem, fino al “lamento” delle ambulanze che si fonde con la voce di archi lontani.
“Quest’anno l’associazione vittime della Uno Bianca compie trent’anni” - dichiara il presidente, Alberto Capolungo. “A che scopo portarne avanti le attività? Nessun dubbio: la vicenda della Uno bianca presenta aspetti talmente terribili, inquietanti e oscuri che vale la pena combattere ancora e ricordare. Le mostre e gli altri appuntamenti che stiamo organizzando a Bologna servono proprio a rammentare quanto quella catena di delitti abbia segnato non solo chi è stato colpito come noi, ma tutta l’area metropolitana bolognese, terrorizzandola. Ma soprattutto vogliamo che i giovani, che inevitabilmente poco o nulla ne sanno, possano esserne correttamente informati e colpiti".
Al Presidente dell'Associazione Vittime Uno Bianca si unisce Maurizio Matrone, ideatore e coordinatore del progetto Uno Bianca per chi l'ha vista. Una Storia per chi non c'era: "Il progetto è una chiamata alla memoria dal punto vista della società civile. É un’indagine storica sulla reazione, sullo sgomento, sull’emozione, sullo sdegno e sull’impegno dei cittadini davanti ai tragici episodi criminali accaduti tra il 1987 e il 1994 (sette anni e mezzo di terrore) e ai loro responsabili quasi tutti uomini delle forze di polizia. È un invito per chi ha vissuto quel periodo, e per chi non c’era, a non dimenticare affinché fatti del genere non accadano mai più”.
Parallelamente alla mostra a Palazzo d'Accursio, nella Biblioteca dell'Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna (viale Aldo Moro 46, Bologna) è installata la mostra Uno Bianca.
Identikit: i volti della paura, con 9 tavole 35x50 degli identikit originali dei banditi della Uno Bianca disegnati da Giovanni Battista Rossi. Fino al 4 dicembre, la mostra è visitabile da lunedì a venerdì dalle ore 9 alle 13; martedì con orario continuato fino alle 17.
Il programma integrale del progetto Uno Bianca è disponibile sul sito www.unobianca.it
Tutti gli eventi sono a ingresso libero.