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Fontana Pretoria

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La fontana Pretoria fu realizzata nel 1554 da Francesco Camilliani a Firenze, ma nel 1581 venne trasferita in piazza Pretoria a Palermo.

Collocata in un primo tempo nel giardino del palazzo fiorentino del fratello della granduchessa Eleonora di Toledo, per intervento del fratello Don Garçia, il primo viceré di Sicilia e governatore di Palermo, fu messa in vendita per il Senato palermitano. Acquistata dopo vent'anni dalla realizzazione, venne smontata e spedita, a Palermo dove tutt'oggi è possibile ammirarla. Giorgio Vasari la definì "una fontana stupenda che non ha eguali a Firenze o forse in Italia".

La fontana ruota attorno ad un bacino centrale circondato da quattro ponti di scalinate e da un recinto di balaustre, l'elevazione piramidale è costituita da tre vasche coassiali da cui prende l'avvio il gioco d'acqua, elemento versato dalla sommità da un Bacco, nella rimodulazione palermitana identificato col Genio di Palermo.

Il primo ordine dietro la cancellata è delimitato esternamente da una gradinata circolare e dalla balaustra interrotta da quattro varchi corrispondenti alle quattro rampe di scale balaustrate formate da nove gradini ciascuna, rampe disposte su assi ortogonali tra loro.

I varchi d'accesso esterni e le balaustre, a inizio e fine rampe, presentano coppie di personaggi mitologici o figure allegoriche collocate su piedistalli.

Una prima corona circolare presenta un'ampia pavimentazione pedonale, la seconda corona interna costituisce la vasca circolare di raccolta delle acque a sua volta scavalcata ortogonalmente dalle quattro rampe di scale conducenti al secondo livello. La teoria di statue intermedie poste all'accesso delle rampe presenta sul piedistallo un'urna per la raccolta delle acque.

Ciascuno dei quattro settori ospita in posizione intermedia, ovvero nello spazio compreso fra rampe di scale, una vasca ornata da gruppi scultorei raffiguranti allegorie di fiumi. Ogni gruppo è costituito da una colossale statua distesa su rupe, quali immaginifica sorgente, attorniata rispettivamente da un tritone e una nereide. Le fonti classiche fanno riferimento al padre di tutti i fiumi, il corso d'acqua più conosciuto sin dall'antichità, il Nilo, ai suoi due affluenti e l'Ippocrene, fiume della mitologia greca. Come consuetudine, nella trasposizione palermitana, nella rinominazione operata da Antonio Veneziano, i quattro gruppi assumono il nome dei maggiori corsi d'acqua cittadini. Nel particolare contesto storico detti corsi ricoprono rilevante importanza in quanto i letti non interrati e le loro foci costituiscono ancora gran parte degli approdi naturali del vasto porto di Palermo, pertanto il monumento mira ad esaltare, celebrare e magnificare attraverso il mito l'elemento primordiale e le attività ad esso connesse.

Nella dislocazione originale le scarne fonti documentali fiorentine fanno riferimento al fiume Arno e al suo affluente il Mugnone, rappresentati rispettivamente dalle due divinità barbute, e ancora l'Affrico o il Tevere e forse il Mensola. Tra la commissione di don Pedro di Toledo, realizzazione, installazione, vendita, trasferimento, danneggiamento e rimodulazione resta il dubbio su quanti e quali manufatti siano effettivamente pervenuti nella nuova sede. Opinioni contrastanti investigano circa il primitivo numero di allegorie, di certo il pingue e grottesco uomo maturo è un'aggiunta postuma, integrazione verosimilmente realizzata per sopperire e ovviare ai numerosi guasti causati dalla traslazione nonché per conferire armoniosa simmetria all'aggregato, così come le nereidi, i tritoni e le erme del cerchio esterno, con altre aggiunte dal carattere caricaturale al limite del goffo e bizzarro sono tutte attribuite, molte di esse autografe, allo stile gagliardo e scanzonato di Michelangelo Naccherino.

Nelle sei nicchie ricavate nella parete esterna di ciascun settore circolare del secondo ordine sono collocate altrettante teste d'animali o di mostri mitologici, per un totale di 24 figure, ognuna delle quali versa - dalla bocca o dalle narici - getti d'acqua nella vasca ad anello. Altri 5 getti dipartono dalle colonnine della balaustrata superiore per un totale di 20 zampilli aggiuntivi.

Fonte: Wikipedia

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