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Palazzo dei Priori

Palazzo comunale

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Palazzo dei Priori
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Il Palazzo dei Priori, o comunale, è uno dei migliori esempi d'Italia di palazzo pubblico dell'età comunale. Sorge nella centrale Piazza IV Novembre a Perugia, in Umbria. Si estende lungo Corso Vannucci fino a via Boncambi. È ancora oggi sede di parte del Municipio e, al terzo piano, della Galleria nazionale dell'Umbria. Deve il suo nome ai Priori, la massima autorità politica al governo della città in epoca medievale.

Fu edificato in stile gotico tra il 1293 ed il 1443 in più fasi costruttive. L'irregolarità delle facciate si spiega nel lungo percorso di costruzione, volto a continue aggiunte e inglobamenti di edifici preesistenti. La parte più antica è quella che ospita la Sala dei Notari, ossia la parte angolare fra la piazza IV novembre e Corso Vannucci, costituita da tre finestre trifore con portale trilobato sul lato piazza e da dieci trifore e quadifore sul lato corso. Al piano terra era un grande porticato. Fu il primo cantiere, eseguito fra il 1293 e il 1297 ad opera degli architetti perugini Jacopo di Servadio e Giovannello di Benvenuto.

 

ESTERNI

La facciata verso la piazza ha una scalinata a ventaglio costruita nel 1902 in sostituzione di quella a due rampe (risalente al XVII secolo).

Il portale gotico trilobato è fiancheggiato da due trifore, presenti anche nell'ordine superiore con cuspide e in numero di cinque. Le due di destra sono relative al successivo ampliamento. A piano terra vi sono tre arcate asimmetriche, fra le prime due vi è un pulpito usato per la lettura degli atti. Due mensoloni sopra al portale gotico, sorreggono le copie delle statue bronzee del Grifo simbolo della città e del Leone guelfo, le originali (oggi nell'atrio del palazzo) vennero realizzate verso il 1274 forse per una fontana scomparsa di Arnolfo di Cambio. Le catene che pendono dalle statue e le sbarre ferree sono quelle tolte dai perugini alle porte di Torrita di Siena durante la Battaglia di Torrita del 1358.

La facciata verso il corso, ad andamento rigonfio, lascia intravedere i diversi ampliamenti susseguitisi nel tempo. La massa muraria come nella facciata di piazza è alleggerita al primo piano da delle trifore con due esempi di quatrifore, mentre al piano superiore sono 19 splendide trifore cuspidate che utilizzano la consueta combinazione cromatica data dalla pietra rosa e bianca. Il cornicione e la merlatura guelfa coronano l'estremità di entrambi i lati. A piano terra i negozi sostituiscono i fondachi e le botteghe artigiane. Alla destra del Portale tuttora è l'ingresso del Collegio della Mercanzia, insediatosi nel palazzo dal 1390; mentre il Collegio del Cambio è subentrato nell'ampliamento sud, dal 1452.

Il Portale Maggiore o Portale delle Arti, elemento dominante del palazzo, attribuito a maestranze locale, venne costruito nel 1346. Ricco di decorazioni scultoree, si presenta affiancato da pilastri quadrati figurati poggianti su due leoni; quello di sinistra con le allegorie della Magnanimità, della Fertilità e della Superbia, quello di destra con l'Avarizia, l'Abbondanza e l'Umiltà. I pilastri sono sormontati da due gruppi di grifi che dominano dei vitelli, simbolo della Corporazione dei Macellai committente dell'opera. Sull'inquadratura del portone e nell'archivolto sono bassorilievi con Scene della Vita cittadina. Nella lunetta sono copie delle statue dei santi Lorenzo, Ercolano e Costanzo (o S. Ludovico di Tolosa), patroni della città.

Il suo stile, ma soprattutto le sue dimensioni sono in contrasto con quelle del palazzo, si ritiene che sia stato concepito per un edificio ecclesiastico, per questo si è prospettata l'ipotesi di un suo rimpiego. Nella cornice della porta al lato sinistro vi una figura con un cartiglio che riporta la scritta: “Entra Puro, move securo”.

INTERNI

L'interno conserva diversi ambienti di notevole interesse:

Sala dei Notari
La Sala dei Notari si trova nel lato nord del palazzo. Originariamente aula delle assemblee popolari del libero comune, e sede del tribunale del Capitano del Popolo. Dal 1582 fu sede della potente corporazione dei notai, da cui il nome.

Vasto ambiente con volte sostenute da una sequenza di otto arconi, con affreschi dell'ultimo decennio del XIII secolo attribuiti al Maestro del Farneto e al Maestro Espressionista di Santa Chiara, entrambi in contatto con il cantiere pittorico della Basilica di San Francesco di Assisi; rappresentano Favole di Esopo, Leggende, Storie bibliche e Massime.

Sala della Vaccara
Si trova nel lato nord del palazzo; vi si accede salendo le scale a destra del portale della sala dei notari o dall'interno al primo piano. L'ambiente occupa l'area dell’antica Chiesa di San Severo. La piccola porta d'ingresso ha le imposte coperte da una lastra di ferro con grifi intagliati e nel centro le lettere A.G., che significano "Armadium Generale", ovvero il primo Archivio comunale.

Nella parte superiore è una scritta del 1339 che riporta: MCCCXXXVIIII Gilius Rufinelli me fecit. Prima di questa data, questo compito di custodia e archiviazione dei documenti comunali era svolto dai Frati Domenicani.

Sala del Consiglio
Al primo piano è la sala del Consiglio comunale dove nel sopra porta, è una lunetta con un affresco del Pinturicchio raffigurante la Madonna fra due Angeli. È conservato anche l'originale della Pietra della giustizia, del 1234, che un tempo era esposta pubblicamente in piazza grande (piazza IV novembre). Al suo posto, sotto le logge di Braccio, adiacenti alla cattedrale, ora vi è una sua copia.

Cappella dei Priori
Al terzo piano, sede della Galleria nazionale dell'Umbria, si trova anche la Cappella dei Priori, che venne affrescata fra il 1454 e il 1480 dal pittore “ufficiale” Benedetto Bonfigli con Storie della vita di Ludovico di Tolosa santo Francescano appartenente alla Casa D'Angiò , alleata di perugia, e Ercolano di Perugia, definito “Defensor civitatis", quindi il patrono della città per eccellenza che difendette Perugia dall’assedio di Totila nel 549; i dipinti sono di straordinaria importanza per la descrizione del paesaggio urbano, una testimonianza della città medievale, accuratamente riprodotta. La prospettiva ancora non scientifica accentua l’aspetto favolistico e mitologico degli accadimenti.

Sala del Collegio del Cambio
Un'altra sala importante con ingresso autonomo in Corso Vannucci, è quella dell'Udienza del Collegio del Cambio, affrescata dal 1498 al 1500 dal Perugino, con aiuti dell'allievo Raffaello (sue sono la Fortezza ed il volto di Salomone), ed arredata con un grande bancone ligneo (Domenico del Tasso, 1492-1493) e seggi lungo le pareti (Antonio da Mercatello, 1508). Completa la decorazione una statua di terracotta dall'attribuzione incerta (forse di Benedetto da Maiano) raffigurante la Giustizia.

Il soffitto della Sala del Collegio del Cambio è stato definito, da Edith Wharton nel suo libro, "The Decoration of Houses", come uno dei tre soffitti perfetti al mondo.

Sala del Collegio della Mercanzia
Il Collegio della Mercanzia, situato nel secondo fondaco a destra del portale maggiore, è rivestito interamente da una decorazione lignea tardogotica.

Fonte: Wikipedia
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