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Museo Civico di Palazzo della Penna

Palazzo della Penna

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Museo Civico di Palazzo della Penna

Palazzo della Penna


Museo Civico di Palazzo della Penna

Il Palazzo della Penna è situato in via Podiani 11 a Perugia ed è sede del Museo civico di Palazzo della Penna-Centro di Cultura Contemporanea, della Deputazione di Storia Patria per l'Umbria, dell'Assessorato alla Cultura e di altri Uffici comunali.

Prestigiosa residenza nobiliare, costruita in più fasi tra il XVI e il XIX secolo. Appartenne prima alla famiglia dei Vibi, poi ai sigg. “Arcipreti della Penna" . Presenta una stratificazione di differenti epoche storiche: l’edificio cinquecentesco è impostato sui resti dell’anfiteatro romano, rimessi in luce nel corso dei lavori di ristrutturazione del palazzo svolti negli anni '80; si tratta di parti di una struttura muraria in opera cementizia, consistente nella fronte esterna di una galleria periferica, la cui parte visibile è lunga circa 35 metri.

Nel lato meridionale il palazzo ingloba anche un tracciato viario e tratti di mura della cinta urbana d’epoca medievale.

In continuità con la sua storia, oggi il palazzo è sede del Museo civico di Palazzo della Penna, che ospita al suo interno due importanti collezioni permanenti legate alla storia della città. Dalla scala elicoidale di Franco Minissi si scende al primo piano inferiore e, passando tra i resti dell'anfiteatro romano si accede alla prima collezione permanente: Dottori e i Futuristi Umbri dove è possibile ammirare una vasta raccolta delle opere del pittore futurista Gerardo Dottori (Perugia, 11 novembre 1884 - 13 giugno 1977) dagli esordi accademici, attraverso le sperimentazioni divisioniste, fino alle più note opere aereo-pittoriche e di Arte Sacra Futurista.

Proseguendo, al secondo piano inferiore si entra nella sezione dedicata a Joseph Beuys: la grande sala voltata ospita “Opera Unica”, sei lavagne eseguite dall’artista tedesco Joseph Beuys, già negli anni ‘70 ispiratore del movimento dei Verdi in Germania. Le lavagne sono corredate dalla mostra documentaria del suo passaggio a Perugia nel 1980. Le opere sono una sintesi delle sue teorie sull'arte in rapporto alla natura e alla società; furono realizzate e poi illustrate durante la performance promossa dal critico d'arte Italo Tomassoni, nella Sala Cannoniera della Rocca Paolina il 3 aprile 1980, che vide l'incontro tra l'artista tedesco e l'italiano Alberto Burri, di cui in città è un'altra importante opera contemporanea: il Grande Nero, donata al Comune di Perugia nel 1984, per essere esposta in permanenza alla Rocca Paolina.

All'interno del museo sono ospitate periodiche mostre temporanee, prevalentemente dedicate all'arte contemporanea, alla fotografia e alla recente storia artistica e culturale della città. Nel complesso sono conservate anche altre opere di artisti contemporanei, tra cui tre sculture polimateriche di Brajo Fuso (Perugia, 21 febbraio 1899 – Perugia, 30 dicembre 1980) appartenenti alla serie degli Elleni (1965) collocate nel cortile interno. Brajo Fuso fu l'artista perugino anticipatore dell'Arte povera, definita dal suo amico francese André Verdet., Débrisart o Arte del rottame.

Il cortile del palazzo è caratterizzato da una monumentale scala elicoidale che unisce tre livelli dell'edificio, progettata dall'architetto Franco Minissi (Viterbo, 12 marzo 1919 – Bracciano, 25 agosto 1996) negli anni Ottanta del novecento.

In omaggio al poeta perugino Paolo Vinti, nell’atrio è l’installazione: “Io sono Paolo Vinti” (2011), di Daniele Pampanelli, due cravatte su specchio a significare che ognuno specchiandosi per un attimo può identificarsi in Paolo Vinti.

L’8 marzo 2019 è stata collocata un’altra opera contemporanea, la scultura dal titolo “senza catene”, eseguita dagli studenti del liceo Artistico perugino Bernardino Di Betto. Una donna dai morbidi lineamenti, è seduta su una panchina rossa, cinta soltanto da una fascia dorata sui seni. Come molte installazioni di panchine rosse, idealmente occupate da presenze invisibili, è posta per non dimenticare le tante donne che hanno perso la vita , vittime di violenza . I suoi colori sono il rosso e l'oro, Il rosso come sempre richiama alla violenza, ma allo stesso tempo alla lotta per un ritorno all'età dell'oro, dove trionferà finalmente l'armonia.

All'interno della struttura museale è presente anche un punto di ristoro.

ORARI

martedì-domenica: 10:00-18:00 
Chiuso il lunedì

BIGLIETTI DI INGRESSO

Intero € 6,00

Ridotto A € 3,00
- Oltre i 65 anni
- Gruppi di minimo 15 persone
- Soci Touring Club
- Forze armate e dell’ordine
- Dipendenti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (su presentazione del tesserino)
- Dipendenti del Comune di Perugia (su presentazione del badge)
- Studenti (dell’Accademia di Belle Arti di Perugia; Iscritti alle lauree triennali in Scienze dei Beni Culturali e in Lettere; Iscritti alle Lauree specialistiche in Storia dell’Arte)
- Possessori “Perugia Carta Giovani”
- altre convenzioni in vigore

Ridotto B € 2,00
- Da 7 a 14 anni
- Scolaresche

Gratuito
- Da O a 6 anni
- Direttori e funzionari di musei pubblici e privati (su presentazione di tesserino o badge)
- Dirigenti (Direttori Generali; Soprintendenti; Ispettori) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali in servizio
- Insegnanti accompagnatori di scolaresche
- Guide turistiche nell’esercizio delle loro funzioni
- Disabili + accompagnatori responsabili
- Giornalisti/Pubblicisti (con tesserino dell’Ordine o lettera d’incarico firmata dal direttore)

 

Fonte: Wikipedia
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