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Via Margutta

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Via Margutta è una piccola via del centro di Roma, nel rione Campo Marzio, zona nota come il quartiere degli stranieri, alle pendici del monte Pincio, luogo di gallerie d'arte e di ristoranti alla moda, che anticamente ospitava botteghe artigiane e stalle. Si tratta di una parallela di via del Babuino, la strada che va da piazza del Popolo a piazza di Spagna.

Negli anni cinquanta, dopo il film Vacanze romane, diventa una strada esclusiva, residenza di personaggi famosi, tra cui il regista Federico Fellini, le attrici Giulietta Masina ed Anna Magnani, il pittore Giorgio de Chirico, lo scultore Nicola Rubino e la pittrice Novella Parigini. Agli inizi del Novecento fu dimora dei pittori Augusto Mussini e Gregorio Maltzeff. Altri pittori che abitarono nelle vicinanze di via Margutta nei secoli passati furono Pieter Paul Rubens, Nicolas Poussin, Jusepe de Ribera, Gaspar van Wittel, Pier Leone Ghezzi, Pablo Picasso, Pieter van Laer e i due fratelli van Bloemen detti L'Orizzonte e Lo Stendardo In Via Margutta, ebbe un atelier anche lo scultore veneto Antonio Canova.

L'etimologia è incerta, forse proviene da "Marisgutta", cioè Goccia di Mare, eufemismo per un ruscello che scendeva dalla villa dei Pincii, adoperato come cloaca naturale. Via Margutta, in origine, era un viottolo sul retro dei palazzi di Via del Babuino, dove si trovavano magazzini e scuderie. Alle falde della collina del Pincio, vi erano case di stallieri, muratori, marmisti, cocchieri e nel viottolo l'attività degli operai aveva grande spazio. Nel medioevo un ignoto artista istituì la prima bottega dove si facevano ritratti, fontane e ringhiere, dando il la ad una fiorente industria che attirò la migrazione di artisti (per lo più stranieri, fiamminghi, tedeschi, ed anche italiani non romani) che lentamente costruirono case, botteghe e giardini sostituendo baracche, stalle ed orti.

Monsignor de Mérode, negli anni di papa Pio IX, intuì il cambiamento: comperò i territori delle pendici, impiantò le fogne e trasformò il vicolo in una strada nel piano regolatore. Via Margutta fino al 1600 si chiamava via dei Nari dall'omonimo casato di una famiglia che aveva in quella zona case e terreni. Secondo alcuni l'attuale nome dovrebbe derivare dal soprannome "Margutte" di un barbiere, di nome Giovanni, che aveva la bottega in quella strada. Dal soprannome, vagamente dispregiativo, sembrerebbe che il Giovanni fosse di grossa corporatura, di notevole bruttezza ed anche di limitata intelligenza, caratteristiche queste che, tuttavia non impedirono di tramandare ai posteri il suo nome. Secondo altri, invece, sembrerebbe che il cognome di Giovanni fosse Margut: in effetti a Roma nel XV secolo era registrato un casato con un tale nome. Da qualche tempo è in corso una campagna (denominata I love via Margutta) per promuovere tale ambiente.

COME ARRIVARE
Metro A: È raggiungibile dalle stazioni Flaminio e Spagna.
Ferrovia Roma Nord (Roma-Viterbo): È raggiungibile dalla stazione Piazzale Flaminio.
Tram: E' raggiungibile dalla fermata Flaminio delle linee 2 e 19.

Fonte: Wikipedia
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